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Fisioterapia e riabilitazione

Osteoporosi

Dr. Stefano Lavanna

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L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della struttura dell’osso, con conseguente aumento della sua fragilità.
L’osteoporosi viene divisa in due forme: primaria, che include la situazione post-menopausale e senile, quindi più legata al naturale decorrere del tempo; secondaria, che è dovuta a diverse patologie e all’assunzione di alcuni determinati farmaci nel medio-lungo periodo.

Cos’è?

Le ossa sono un tessuto vivo, protagoniste di un rimodellamento continuo tale per cuisi assiste alla perpetua alternanza tra distruzione delle componenti cellulari più vecchie (riassorbimento osseo) e deposizione di nuove cellule (deposizione ossea).
Fino all’età di 20 anni circa dove si verifica il picco massimo di densità ossea, l’attività di deposizione supera abbondantemente quella di riassorbimento, ciò comporta che le ossa aumentino continuamente in densità e forza.
Con il sopraggiungere dell’età avanzata, l’equilibrio di questo naturale processo viene meno, con il secondo che, lentamente, diventa predominante sul primo, conseguendone così una riduzione della densità e della forza delle ossa.

Quali sono le cause?

L’insorgenza dell’osteoporosi è correlata a diversi fattori, primo fra tutti tra quelli intrinseci: l’invecchiamento (si apre in un’altra scheda).
Tra quelli estrinseci possiamo racchiudere invece:
La familiarità per la riduzione della densità minerale ossea, la limitata attività fisica (si apre in un’altra scheda) o l’immobilità,
l’esposizione a radiazioni ionizzanti (si apre in un’altra scheda), l’assunzione di alcuni determinati farmaci: medicinali per la chemioterapia (si apre in un’altra scheda) (chemioterapici (si apre in un’altra scheda)), i corticosteroidi (si apre in un’altra scheda) e gli antiepilettici (si apre in un’altra scheda), la scarsa assunzione di calcio (si apre in un’altra scheda) nella dieta.

Diagnosi

L’osteoporosi può essere materia d’interesse per geriatri, ginecologi, endocrinologi (si apre in un’altra scheda), ortopedici (si apre in un’altra scheda), reumatologi e oncologi.
Per una diagnosi corretta di osteoporosi, l’esame più indicato è la cosiddetta densitometria ossea (si apre in un’altra scheda)(MOC (si apre in un’altra scheda)).
La MOC permette di valutare a livello di colonna vertebrale e anca la densità minerale ossea di un individuo.

Sintomi

In genere, la riduzione della massa minerale ossea che caratterizza l’osteoporosi è asintomatica (si apre in un’altra scheda), cioè non causa sintomi o segni (si apre in un’altra scheda) di alcun tipo.
Il suo verificarsi, però, è un fattore predisponente le fratture ossee (si apre in un’altra scheda). In presenza di osteoporosi, le ossa maggiormente inclini a fratturarsi sono quelle dell’anca, del polso (si apre in un’altra scheda) e le vertebre (si apre in un’altra scheda).
Salvo alcune eccezioni, le fratture ossee correlate all’osteoporosi sono molto dolorose; inoltre, in alcune sede anatomiche (es: anca), faticano a guarire spontaneamente, tanto da richiedere un intervento chirurgico riparativo.
L’invecchiamento e, solo per la donna, il sopraggiungere della menopausa devono richiamare a una maggiore attenzione verso la salute delle ossa.
In questo contesto, comportamenti fondamentali per il benessere dello scheletro sono: l’esercizio fisico costante, una dieta equilibrata e che apporti tutti i nutrienti (si apre in un’altra scheda) necessari, non fumare e non abusare di sostanze alcoliche (si apre in un’altra scheda).

Cura e prevenzione

Attualmente, non esiste una cura specifica per l’osteoporosi; tuttavia, tramite un sano stile di vita, una dieta e un esercizio fisico mirati, il ricorso a ben precisi farmaci (se necessario!), è possibile controllare in modo soddisfacente questa condizione, riducendo significativamente il rischio di frattura.

Alimentazione e osteoporosi: cosa mangiare

In caso di osteoporosi, la dieta più indicata è quella che prevede un apporto (o intake) adeguato di calcio e vitamina D.
Alcuni dei cibi (si apre in un’altra scheda) maggiormente ricchi di calcio (si apre in un’altra scheda) sono: il latte (si apre in un’altra scheda), i derivati del latte, gli ortaggi (si apre in un’altra scheda) a foglia verde (es: radicchio verde (si apre in un’altra scheda), foglie di rapa (si apre in un’altra scheda), spinaci (si apre in un’altra scheda)), i legumi (si apre in un’altra scheda) in forma disidratata, la crusca di frumento (si apre in un’altra scheda), il grano saraceno (si apre in un’altra scheda), l’acciuga (si apre in un’altra scheda) e il calamaro (si apre in un’altra scheda).
Per far fronte all’osteoporosi e al rischio di frattura che ne deriva, l’attività fisica deve comprendere:

Osteoporosi e stile di vita

Per contenere l’osteoporosi e il conseguente rischio di frattura, è fondamentale:Non fumare;

  • Non eccedere nel consumo di sostanze alcoliche;
  • Non praticare attività fisiche o domestiche che espongano al rischio di cadute;
  • Mantenere il giusto peso corporeo, tramite una dieta equilibrata (si apre in un’altra scheda) (si ricorda che l’eccessiva magrezza rappresenta un fattore favorente l’osteoporosi).

Dr. Stefano Lavanna

Laureato in scienze motorie Chinesiologo

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